Il lacrima è un vitigno molto particolare, coltivato solo nel terroir circostante al comune di Morro d’Alba. Si narra che addirittura Federico Barbarossa lo apprezzò nel lontano 1167 d.C., quando si stanziò in questi territori per dare l’assalto alla vicina Ancona. Un’uva fortemente radicata, che l’azienda Marotti Campi ama declinare in due versioni: in particolare questa Lacrima Superiore DOC “Orgiolo” si distingue per il pregiato bouquet olfattivo, che, unito a una beva estremamente piacevole, rende questa bottiglia davvero notevole.
Nei pressi della nostra cantina sorgeva, intorno al XII secolo, un’antica villa conosciuta come “il castellare de Ylice”. Probabilmente il nome era da ricondursi al termine latino ilex (Leccio), una particolare varietà di quercia molto diffusa nel nostro territorio. Ad oggi di questa storica villa non è rimasta traccia, ma la passione ed il rispetto che nutriamo per il nostro territorio ci ha spinti a tramandare il nome di quell’antica presenza.
Nei pressi della nostra cantina sorgeva, intorno al XII secolo, un’antica villa conosciuta come “il castellare de Ylice”. Probabilmente il nome era da ricondursi al termine latino ilex (Leccio), una particolare varietà di quercia molto diffusa nel nostro territorio. Ad oggi di questa storica villa non è rimasta traccia, ma la passione ed il rispetto che nutriamo per il nostro territorio ci ha spinti a tramandare il nome di quell’antica presenza.
Sangiovese è il frutto buono di una terra coltivata con rispetto, in un ciclo continuo dove far bene regala il meglio che c’è nel bere.
Falerio Pecorino è il frutto buono di una terra coltivata con rispetto, in un ciclo continuo dove far bene regala il meglio che c’è nel bere.
Tradizioni antiche definiscono l’Anima Mundi come l’unità del tutto, il significato universale capace di manifestarsi in ogni singolo aspetto della natura. Così è lo spirito e l’ambizione del nostro vino passito: rappresentare in un sorso il cuore pulsante dei nostri Colli Ripani. Di colore giallo vivo tendente all’ambrato, intensamente profumato e morbido nel gusto, Anima Mundi è ottenuto secondo il metodo d’appassimento tradizionale delle uve passerina autoctone, accuratamente selezionate a seguito di un processo meticoloso che controlla ogni fase di produzione: dalla potatura alla raccolta.
Una folta criniera e lo sguardo di chi custodisce fiero le chiavi della città. È il Leone Ripano, simbolo di Ripatransone: la guida leale che ci accompagna alla scoperta dei cinque colli Belvedere, Monte Antico, Capodimonte, Roflano ed Agello. È risaputo che un solo bicchiere di Offida DOCG Rosso sia in grado di trasferire in chi lo beve, parte del suo epico coraggio. Da sempre generoso e saggio ma guai a mettersi contro di lui. Perché il Leo Ripano, è solo agli amici che si mostra umano.
Della fortuna dicono che aiuti gli audaci. De Lajella dicono invece che rallegri lo spirito. Non potrebbe essere altrimenti servendo in tavola un giro d’Offida DOCG Passerina. È un vino schietto, parla come beve, in dialetto. Il suo nome di battesimo è infatti Agello, proprio come l’omonimo quartiere di Ripatransone, come uno dei castelli della città e infine come una delle cinque alture raffigurate sullo stemma comunale. Il gatto? Non preoccupatevi. Miagola spesso, ma non morde.
Versate un bicchiere di Mercantino Offida DOCG Pecorino, appoggiate l’orecchio al calice e chiudete gli occhi per un istante. Lo sentite? È il bisbigliare della platea che si riempie impaziente d’assistere all’esibizione del celebre Luigi Mercantini. Ebbene sì, siete a teatro, circondati da un variopinto auditorio, quello del trecentesco Palazzo del Podestà di Ripatransone cui il poeta ripano ha dato i natali fin dal 1894. Questa bottiglia è il suo palcoscenico ed è ormai ora di prendere posto: lo spettacolo sta per cominciare. NB. Formato Magnum 1,5L Annata 2019 - Gradazione 14,00% Vol.
“Se a Ripatransone vorrete entrare, solo il Castellano potrà lasciarvi passare.” Si narra che un tempo, a protezione di una delle porte della città, un cavaliere coperto in volto memorizzava per sempre il volto di ogni avventore riconoscendone a colpo d’occhio le buone o le cattive intenzioni. Benevolo, ma vestito d’armatura e scudo lucente, proteggeva con coraggio il paese: il suo nome è Transone, dal verbo latino ‘transire’, che significa appunto ‘attraversare’. Per gli amici oggi è il Castellano, come questo Rosso Piceno DOC Superiore.
Sotto la finestra della sua dimora natale si riunisce ogni anno il paese intero: siamo in Piazza Condivi e brindiamo con un buon calice di Condivio Offida DOCG Pecorino, l’unico bianco della famiglia affinato in botte, frutto di un’attenta selezione di uve pecorino che ora ci offre il buon Ascanio Condivi. Un tempo era pittore e scultore, allievo dell’inarrivabile maestro Michelangelo. Oggi, allo scoccare dell’Ottava di Pasqua, il suo spirito prende parte alla festa aspettando l’arrivo dello sfavillante Cavallo di Fuoco mentre sopra il tetto della sua casa, il cielo di Ripatransone si illumina a giorno.
A Ripatransone esiste un luogo dove il vento non smette mai di soffiare: Piazza XX Settembre. Perennemente inquieto, egli soffia allargandosi nelle adiacenti piazze. Il perché di tanta irrequietezza è l’attesa non corrisposta di un amico. La leggenda narra che proprio in questa piazza il Vento incontrò il Diavolo e gli propose di andare a bere insieme un bicchiere di Marche IGT Rosso. Il Diavolo accettò, ma disse al Vento che prima avrebbe dovuto sbrigare una faccenda in Municipio. Faccenda che mai si concluse, tanto il Diavolo si trovò bene a Palazzo. Ed è per questo che il Vento, invano, lo aspetta ancora oggi per quel brindisi sospeso.
Colore giallo paglierino brillante, perlage fine, al naso fragrante con netti sentori di moscato, salvia e miele, al gusto dolce, morbido, di buona freschezza.
Colore paglierino tenue con perlage fine e persistente. Profumo accentuato e persistente. Gusto gradevole e vivace.
non serve guardare lontano per scoprire ogni volta una terra nuova.
Quanto più si riesce a salire, tanto più si può apprezzare il panorama
perché nulla è più profondo di un frutto che è cresciuto in superficie.
Per toccare il cielo con un dito, occorre prima mettere solide radici
Denominazione Vini delle Marche: una guida completa
Se sei un appassionato di vino e ti piace scoprire nuovi sapori e produzioni, non puoi perderti la denominazione vini delle Marche. Questa regione, situata nel centro dell'Italia, è famosa per la sua produzione di vini pregiati, caratterizzati da un gusto intenso e dalla tipica tradizione italiana.
In questo articolo, esploreremo le varie denominazioni dei vini delle Marche, le loro caratteristiche e come degustarli al meglio. Scoprirai inoltre i segreti dietro la loro produzione e i luoghi migliori dove trovarli.
Introduzione alle denominazioni dei vini delle Marche
Le Marche sono una regione molto produttiva in termini di vino, grazie alla sua posizione geografica e al clima favorevole. I vitigni tipici delle Marche sono il Verdicchio, il Montepulciano e la Vernaccia Nera, ma la regione produce anche altri tipi di uva.
La denominazione dei vini delle Marche si divide in quattro categorie principali:
DOC
La denominazione di origine controllata (DOC) si riferisce a una produzione di vino specifica, che deve seguire delle regole precise per poter ottenere il riconoscimento. Nelle Marche, ci sono otto denominazioni DOC:
- Verdicchio dei Castelli di Jesi: uno dei vini bianchi più famosi delle Marche, ottenuto dalle uve Verdicchio. Ha un colore giallo paglierino e un gusto fresco e fruttato.
- Verdicchio di Matelica: un altro vino bianco ottenuto dalle uve Verdicchio, ma prodotto nella zona di Matelica. Ha un gusto più secco e una maggiore acidità rispetto al Verdicchio dei Castelli di Jesi.
- Bianchello del Metauro: un vino bianco ottenuto dalle uve Biancame e Trebbiano. Ha un gusto secco e un aroma delicato.
- Lacrima di Morro d'Alba: un vino rosso ottenuto dalle uve Lacrima. Ha un gusto morbido e un aroma intenso.
- Rosso Piceno: un vino rosso ottenuto dalle uve Montepulciano e Sangiovese. Ha un gusto fruttato e tannico.
- Rosso Piceno Superiore: una versione più pregiata del Rosso Piceno, che deve essere invecchiato per almeno due anni prima della vendita.
- Conero: un vino rosso ottenuto dalle uve Montepulciano, prodotto nella zona del Monte Conero. Ha un gusto corposo e tannico.
- Offida: una denominazione DOCG per il Rosso Piceno Superiore e il Pecorino, un vino bianco ottenuto dalle uve omonime.
DOCG
La denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) è la massima espressione di qualità per i vini italiani. Nelle Marche, ci sono due denominazioni DOCG:
- Verdicchio di Matelica Riserva: una versione invecchiata del Verdicchio di Matelica, che deve essere invecchiata per almeno due anni prima della vendita. Ha un gusto intenso e una maggiore complessità rispetto al Verdicchio di Matelica.
- Rosso Conero Riserva: una versione invecchiata del Conero, che deve essere invecchiata per almeno tre anni prima della vendita. Ha un gusto intenso e complesso, con note di frutti di bosco e spezie.
IGT
Le indicazioni geografiche tipiche (IGT) si riferiscono a vini prodotti in una specifica zona geografica, ma non seguono le regole precise delle denominazioni DOC o DOCG. Nelle Marche, ci sono due IGT:
- Marche: un'IGT che copre l'intera regione delle Marche, utilizzata per i vini prodotti fuori dalle denominazioni DOC o DOCG.
- Rubicone: un'IGT che copre una zona vicina al fiume Rubicone, utilizzata per i vini prodotti con uve non tradizionali.
I segreti dietro la produzione dei vini delle Marche
La produzione dei vini delle Marche è caratterizzata da una grande attenzione alla qualità e alla tradizione. Gli agricoltori locali utilizzano tecniche di coltivazione sostenibili e rispettano le normative ambientali.
Inoltre, la produzione dei vini delle Marche si avvale di tecniche innovative, come l'utilizzo di macchinari moderni per la vinificazione e il controllo della temperatura durante la fermentazione.
Come degustare i vini delle Marche al meglio
Per apprezzare appieno i vini delle Marche, è importante seguirne le fasi di degustazione. Inizialmente, è necessario osservare il colore del vino, il suo profumo e il suo gusto. Successivamente, è possibile apprezzare il suo sapore e la sua consistenza.
È importante degustare i vini delle Marche accompagnandoli con cibi della tradizione locale, come formaggi, salumi e pesci.
I luoghi migliori dove trovare i vini delle Marche
I vini delle Marche possono essere trovati nei migliori ristoranti italiani e nei negozi specializzati in vini pregiati. Tuttavia, per apprezzare appieno la produzione locale, è consigliabile visitare le cantine della regione e partecipare alle degustazioni organizzate dagli agricoltori locali.
Ci sono molte cantine famose nelle Marche, ognuna con la propria storia e produzione di vino unica. Alcune delle cantine più famose delle Marche includono:
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Umani Ronchi: fondata nel 1957, questa cantina produce alcuni dei vini più famosi delle Marche, tra cui il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Rosso Conero.
- Velenosi Vini – Azienda Vitivinicola Ascoli Piceno: Il vino è un'arte capace di far sognare. Ispirata a creare un'armonia tra gusto e colore nasce, nel 1984, la Cantina Velenosi. Ercole ed Angela Velenosi,
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Fazi Battaglia: situata nella zona di Matelica, questa cantina produce vini pregiati come il Verdicchio di Matelica e il Pecorino.
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La Monacesca: questa cantina è specializzata nella produzione di Verdicchio di Matelica Riserva, uno dei vini bianchi più pregiati delle Marche.
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Moroder: situata nella zona di Jesi, questa cantina produce vini bianchi come il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Verdicchio di Matelica, ma anche vini rossi come il Rosso Piceno.
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Saladini Pilastri: questa cantina produce vini di alta qualità come il Rosso Piceno Superiore e il Pecorino.
Ovviamente, queste non sono le uniche cantine delle Marche che producono vini pregiati. Ci sono molte altre cantine della regione che meritano di essere scoperte e apprezzate per la loro produzione di vini pregiati e di alta qualità.
Mapa
La denominazione vini delle Marche rappresenta una delle produzioni vinicole italiane più apprezzate al mondo. Grazie alla sua attenzione alla qualità e alla tradizione, la regione delle Marche offre una vasta gamma di vini pregiati, caratterizzati da un gusto intenso e dalla tipica tradizione italiana.
FAQs
Quali sono le denominazioni DOC delle Marche?
Le denominazioni DOC delle Marche sono otto: Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica, Bianchello del Metauro, Lacrima di Morro d'Alba, Rosso Piceno, Rosso Piceno Superiore, Conero e Offida.
Quali sono le denominazioni DOCG delle Marche?
Le denominazioni DOCG delle Marche sono Verdicchio di Matelica Riserva e Rosso Conero Riserva.
Quali sono i vitigni tipici delle Marche?
I vitigni tipici delle Marche sono il Verdicchio, il Montepulciano e la Vernaccia Nera.
Dove posso trovare i vini delle Marche?
I vini delle Marche possono essere trovati nei migliori ristoranti italiani e nei negozi specializzati in vini pregiati. Tuttavia, è consigliabile visitare le cantine della regione per apprezzare appieno la produzione locale.
Quali sono i cibi da accompagnare ai vini delle Marche?
I vini delle Marche si accompagnano bene con cibi della tradizione locale, come formaggi, salumi e pesci.
Speriamo che questa guida completa sulla denominazione vini delle Marche ti abbia fornito le informazioni necessarie per scoprire le produzioni vinicole di questa regione. Degusta i vini delle Marche e lasciati conquistare dai loro sapori intensi e dalla loro tipica tradizione italiana
