Le uve provengono da un appezzamento di circa un ettaro situato nel comune di Nizza Monferrato, le cui viti raggiungono un'età media di 50 anni e rappresentano la massima selezione della Barbera. Vino indicato per secondi piatti di carni rosse, selvaggina o per formaggi di buona stagionatura, strutturato, rotondo con un armonioso equilibrio tra freschezza e morbidezza. Le uve vengono raccolte manualmente e accuratamente conservate in cassette per il trasporto in cantina, pigiate e fermentate a temperatura controllata con una macerazione di circa 15 giorni. Alla svinatura il vino affina in piccole botti di legno per circa 18-24 mesi. Il vino viene poi lasciato riposare per circa 6 mesi in vasca d'acciaio. A questo punto è possibile procedere con l'imbottigliamento. Dopo un ulteriore affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi in cantina ad una temperatura di 20°C,
Gusto avvolgente, caldo e rotondo. Ottima persistenza ed armonia, frutto di un elegante equilibrio da una decisa freschezza ad un buon corpo. Le uve vengono raccolte manualmente in vigna e vengono poste con cura in cassette per il trasporto in cantina, pigiate e poi fermentate a temperatura controllata con una macerazione di circa 15 giorni. Dopo la svinatura viene affinato in piccole botti di legno per 18-24 mesi. Il vino viene poi lasciato riposare per circa 6 mesi in tini di acciaio inox. A questo punto può essere imbottigliato. Dopo un ulteriore affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi in cantina ad una temperatura di 20°C il vino è finalmente pronto da bere.
Rosso rubino luminoso. Al naso si alternano riconoscimenti di marasca, ribes rosso, arancia sanguinella, peonia e rose rosse, su uno sfondo di cannella e chiodi di garofano. Il sorso è avvolgente, morbido, con tannini distesi, accompagnati da un’ottima freschezza. Finale su richiami fruttati.
Rosso granato profondo il colore, intenso e consistente al calice. Amarena selvatica, prugne, more e ribes maturi: il naso si apre su nette note fruttate, per poi percepire anche sfumature floreali di violetta, nonché netti rimandi terziari di vaniglia, cioccolato, cannella, pepe e liquirizia. Nuance balsamiche e di erbe officinali completano il quadro olfattivo. Scolpiti al cesello i tannini al palato, caldo e morbido il sorso, di ottima persistenza.
Si sposa benissimo con la carne rossa. Da provare con la tagliata all’aceto balsamico.
Solenero è una simbologia che descrive una eclissi solare, in questi rari eventi i raggi solari ostruiti dalla presenza della luna, non ci riscaldano più; nelle medesime circostanze il vino rosso, quando lo si serve freddo non ci riscalda più, anzi ci rinfresca.
Majo San Lorenzo Miceli è un vino rosso siciliano prodotto con uve Cabernet Sauvignon e Merlot raccolte nei primi giorni di ottobre nei vigneti di proprietà aziendale, siti in contrada Dimina a Castelvetrano.
Nero di Serramarrocco della Tenuta di Serramarrocco è un vino siciliano rosso mediterraneo con tipica espressione del nero d’avola che lo compone in purezza. Colore rubino cupo esaltato dai profumi di frutti rosati e maturi con note di liquirizia, tabacco, cioccolato vanigliato e profumi boisè.
Cavadiserpe è il nome di una delle contrade di Mandrarossa, ricca di terreni calcarei che riflettono la luce del sole creando condizioni ideali per la coltivazione delle uve.
3 Carati di Avide è un vino rosso siciliano ottenuto da uve Nero D'Avola. E'un vino elegante con note di frutti di bosco e marasca, che gli conferiscono un colore rosso rubino intenso.
Salici prende il nome dagli alberi stanziati ai piedi di uno degli appezzamenti della tenuta di Pianetto. Salici Baglio di Pianetto è un vino rosso siciliano composto interamente da uve merlot. Questo rosso corposo risente della forte presenza di acqua nel suolo, per altro elemento fondamentale per la crescita dei salici.
Nuhar di Rapitalà è un vino rosso siciliano nato nel cuore del monte che domina la Tenuta e da cui nasce il fiume “Rabidh Allah”. Qui sono coltivati i vigneti dove selezioniano le uve Nero D'Avola e Pinot Nero per la produzione del NUHAR “fiore” in arabo.
Passomaggio rosso di Abbazia Santa Anastasia è un vino rosso da uva di varietà siciliana quale è il Nero d'Avola, vinificata con una piccola quantità di Merlot surmaturata al caldo sole di Sicilia.
Alla degustazione presenta un colore rosso rubino, con riessi violacei. Il profumo presenta note di frutti di bosco e amarena, leggermente speziato. Al gusto si presenta di buona struttura e ben equilibrato. Si accosta bene con i piatti tipici della cucina abruzzese.
Di colore rosso intenso con note violacee. Al naso intenso, fruttato con sentori di prugna e di ciliegia matura; speziato di cannella. Al palato persistente, morbido e avvolgente con tannini eleganti e sentori di amarena. Ottimo con carni rosse grigliate, agnello, formaggi stagionati, cioccolato fondente e come vino da meditazione.
Il Montepulciano d’Abruzzo “Vigneto di Sant’Eusanio” è un vino rosso intenso, profondo e concentrato, vinificato solo in acciaio e dotato di un buon potenziale di invecchiamento. Emana sensazioni terragne di sottobosco, muschio, radici, frutti di bosco in confettura e fiori rossi. Il sorso corposo, intenso, molto saporito e dai tannini robusti.
Ottenuto da uve susumaniello 100%. Colore rosa tenue. Nel bicchiere esprime note fruttate di fragoline selvatiche, lamponi e succo di melagrana, accompagnate da tipici sentori floreali di rose e gerani. Al palato è fresco e sapido, con un finale persistente e fruttato.
Perfetto per accompagnare piatti strutturati e saporiti come primi piatti ricchi, carni rosse e formaggi stagionati.
Colore: rosso rubino. Profumo: intenso e complesso con eleganti note fruttate (prugne, more, ribes) insieme ai tipici sentori speziati di cannella e pepe nero. Sapore: caldo morbido giustamente tannico persistente.
Colore: rosa corallo intenso brillante e luminoso anticipa la buona struttura del vino. Profumo: accattivante al naso con note intense di ciliegie fresche melagrana mela rossa fragoline di bosco e lampone arricchite da piacevoli sbuffi minerali. Sapore: succoso e fresco al palato ben strutturato croccante sapido in fondo tanta succosa acidità finale lungo.
Colore: rosso rubino con sfumature granato. Profumo: intenso ed intrigante con evidenti note di ciliegie ed amarene poi cenni balsamici uniti a quelli tipicamente speziati (cannella, pepe nero e chidi di garofano) tabacco e note tostate in fondo. Sapore: al palato è fresco asciutto sapido ed armonico vellutato ed avvolgente dotato di buon corpo morbido ed equilibrato con leggero retrogusto tostato.
Colore: rosso rubino con riflessi violacei. Profumo: piacevoli toni di piccoli frutti rossi e prugna sposano note di pepe nero e cacao viola e humus sottobosco e pietra calda. Sapore: in bocca si presenta secco asciutto fresco e speziato. Corpo pieno tannini succosi e un finale fruttato. Buona persistenza.
Colore: rosso rubino carico. Profumo: naso maturo ed intenso in evidenza profumi di more e prugne mature fichi pepe appena macinato e scorza d'arancia. Sul finire un accenno di affumicato unito a note speziate di tabacco e cuoio ed avvolgenti sentori balsamici. Sapore: armonioso e di grande struttura ricco gusto di frutti scuri e maturi e tannini avvolgenti. Ben equilibrato accarezza il palato con grande pulizia complessità e persistenza.
Il Terre di Chieti IGP di Cantine Miglianico Murelle Mellianum nasce da uve di Pecorino, coltivate in vigneti situati sulle colline del comprensorio di Miglianico. La sua vinificazione prevede una pressatura soffice delle uve, una decantazione del mosto in assenza di ossigeno e una fermentazione a temperatura molto bassa.
Colore: Giallo paglierino di media intensità. Olfatto: Intenso e fragrante con bouquet incentrato principalmente sulla frutta a polpa bianca e con accenni di agrumi e frutta secca. Gusto: Al palato si alternano freschezza e sapidità e si ritrovano i sentori agrumati percepiti al naso.
Il Vermentino frizzante Santa Maria La Palma è un vino frizzante che incarna la freschezza e la vivacità della Sardegna. Ottenuto da uve bianche vendemmiate in anticipo, presenta un colore giallo paglierino tenue, profumo fresco e garbatamente vinoso, e un sapore vivace e sapido. Perfetto come aperitivo o in abbinamento a piatti di pesce, è l’ideale per chi cerca un sorso d’estate in ogni calice
Il Chianti Classico Riserva “Le Baroncole” esprime la ricchezza e la bellezza della terra toscana. Affina per 16-20 mesi in botti e fusti di rovere e si arricchisce di sfumature vanigliate, oltre ai già presenti aromi fruttati e speziati tipici della tipologia. Il gusto è bilanciato, complesso e profondo, sorretto da una bella trama tannica e da una piacevole punta sapida
C’era una volta, tanto tempo fa, quando le vigne s’intrecciavano con le leggende e il vino nasceva più da magia che da scienza, un popolo che parlava col vento e con la terra. In una valle nascosta tra le dolci colline della vecchia Champagne, i vignaioli usavano un’arte antica, tramandata a voce sotto il sole cocente e le lune piene. La chiamavano semplicemente “il modo dei nonni”, ma oggi il mondo la conosce come Metodo Ancestrale, o per i francesi, Pétillant Naturel.
C’era una volta, tanto tempo fa, quando le vigne s’intrecciavano con le leggende e il vino nasceva più da magia che da scienza, un popolo che parlava col vento e con la terra. In una valle nascosta tra le dolci colline della vecchia Champagne, i vignaioli usavano un’arte antica, tramandata a voce sotto il sole cocente e le lune piene. La chiamavano semplicemente “il modo dei nonni”, ma oggi il mondo la conosce come Metodo Ancestrale, o per i francesi, Pétillant Naturel.
C’era una volta, tanto tempo fa, quando le vigne s’intrecciavano con le leggende e il vino nasceva più da magia che da scienza, un popolo che parlava col vento e con la terra. In una valle nascosta tra le dolci colline della vecchia Champagne, i vignaioli usavano un’arte antica, tramandata a voce sotto il sole cocente e le lune piene. La chiamavano semplicemente “il modo dei nonni”, ma oggi il mondo la conosce come Metodo Ancestrale, o per i francesi, Pétillant Naturel.
Nicola, emigrante farese a Buenos Aires. È un “asadores de las calles”. Testa bassa sulla brace, capelli bianchi, mani possenti, chiacchiera con chiunque si avvicina al suo bidone, anche solo per un saluto, ma quando ad avvicinarsi è un suo compaesano che in dialetto gli chiede “jè bbòne ssa carne”, con gli occhi pieni di lacrime risponde “ma lu pahese mè se fà angore le Farchie?”.
una tavola sulla Majella dove i briganti si fermavano per riposare. Non era una tavola imbandita a festa, ma una lastra di pietra dura, di pietra della Majella.
C’era una comunità pronta a combattere gli Invasori francesi, mentre il rumore degli zoccoli ciò che segnava l’avanzata stava causando paura tra gli abitanti del villaggio, come loro li sentirono avvicinarsi. Era una sera nel 1799, una di quelle notti in cui solo il il miracolo di un santo potrebbe salvare i borghi abruzzesi riparato lungo la valle del fiume Foro.
una masseria, luogo di sosta per pellegrini e transumanti. Tra questi il pastore Gennarino. Il suo arrivo era sempre anticipato da una nube di polvere. Si sentiva prima il rumore delle campanelle, poi il belato delle pecore. La moglie del mezzadro gli preparava un giaciglio riparato per la notte e l’indomani, per ringraziarla, il pastore lasciava sempre della lana, del latte o del formaggio. L’ultima volta lasciò anche la sua mantella, ancora oggi conservata qualora dovesse ripassare.
Un pittore del verismo abruzzese rimasto incantato dalla sensualità di una donna in fuga da bramosi sguardi di pastori indiscreti. Il suo volto, semicoperto da uno scialle color vinaccia, era illuminato da singolari orecchini lunari.
