L'impenetrabile colore rosso rubino con sfumatura porpora vorrebbe nascondere ciò che al naso arriva intensamente: amarena sotto spirito ed in confettura, cuoio e mandorla. Al gusto è caldo, pieno, giustamente tannico e sapido.
Prima volta in Abruzzo? Questa etichetta illustra come vivere a pieno la nostra tradizione: bere il Montepulciano, re dei vini rossi abruzzesi, mangiando i famosi arrosticini (spiedini di carne di pecora), cotti esclusivamente sulla “fornacella”. Di colore rosso rubino intenso, al naso esprime note di confettura rossa, lampone e mirtillo. In bocca è pieno ed avvolgente.
Quale accoppiata migliore?! Questa etichetta non ha bisogno di spiegazioni, fa solo venir voglia di accendere il barbecue e grigliare una bistecca, bevendo un calice di Syrah. Vino rosso dai profumi fruttati con note di ciliegia, piccoli frutti di bosco, note speziate e sfumature floreali.
Se sei nato negli anni 90, questa etichetta ti sbloccherà un bel ricordo. È dedicata ai vecchi tempi, quando per riavvolgere il nastro della musicassetta tutto ciò di cui avevi bisogno era la matita HB. Un legame unico e indissolubile quello che li unisce. Vino rosso rubino con sfumature violacee. Al naso è speziato con aromi di frutti rossi.
Rosso austero e ampio, l’Harimann è la punta di diamante dell’azienda Pasetti. Estremizzazione del Montepulciano d’Abruzzo, questo vino regala sensazioni uniche a chi lo degusta. Perfetto anche da solo, come vino da meditazione.
La prima linea creata dall’azienda Pasetti, un classico tra i suoi Montepulciano d’Abruzzo in purezza. Rosso elegante e fortemente rappresentativo della sua zona di produzione a Pescosansonesco (PE), nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Fiore all’occhiello della cantina. Un Montepulciano d’Abruzzo, firmato Manuel Casimirri, in cui è racchiuso tutto il nostro sapere ed il massimo della qualità.
IL Montepulciano d’Abruzzo DOP dedicato a nonno Concetto Casimirri, nasce come un vino forte e rappresenta la massima espressione della nostra terra.
Etichetta dipinta a mano, olio su juta, dal pittore Stefano Schiazza.
