Il Chianti Classico Riserva “Le Baroncole” esprime la ricchezza e la bellezza della terra toscana. Affina per 16-20 mesi in botti e fusti di rovere e si arricchisce di sfumature vanigliate, oltre ai già presenti aromi fruttati e speziati tipici della tipologia. Il gusto è bilanciato, complesso e profondo, sorretto da una bella trama tannica e da una piacevole punta sapida
Dalla terra rossa e ricca del Salento, nasce uno dei vini più intensi e identitari della Puglia: lo Zenko Primitivo di Manduria DOP. Prodotto con uve coltivate a Sava, nel cuore della denominazione, questo rosso prende forza dai suoli argillosi e calcarei, che donano struttura e profondità aromatica.
C’era una volta, tanto tempo fa, quando le vigne s’intrecciavano con le leggende e il vino nasceva più da magia che da scienza, un popolo che parlava col vento e con la terra. In una valle nascosta tra le dolci colline della vecchia Champagne, i vignaioli usavano un’arte antica, tramandata a voce sotto il sole cocente e le lune piene. La chiamavano semplicemente “il modo dei nonni”, ma oggi il mondo la conosce come Metodo Ancestrale, o per i francesi, Pétillant Naturel.
C’era una volta, tanto tempo fa, quando le vigne s’intrecciavano con le leggende e il vino nasceva più da magia che da scienza, un popolo che parlava col vento e con la terra. In una valle nascosta tra le dolci colline della vecchia Champagne, i vignaioli usavano un’arte antica, tramandata a voce sotto il sole cocente e le lune piene. La chiamavano semplicemente “il modo dei nonni”, ma oggi il mondo la conosce come Metodo Ancestrale, o per i francesi, Pétillant Naturel.
C’era una volta, tanto tempo fa, quando le vigne s’intrecciavano con le leggende e il vino nasceva più da magia che da scienza, un popolo che parlava col vento e con la terra. In una valle nascosta tra le dolci colline della vecchia Champagne, i vignaioli usavano un’arte antica, tramandata a voce sotto il sole cocente e le lune piene. La chiamavano semplicemente “il modo dei nonni”, ma oggi il mondo la conosce come Metodo Ancestrale, o per i francesi, Pétillant Naturel.
Nicola, emigrante farese a Buenos Aires. È un “asadores de las calles”. Testa bassa sulla brace, capelli bianchi, mani possenti, chiacchiera con chiunque si avvicina al suo bidone, anche solo per un saluto, ma quando ad avvicinarsi è un suo compaesano che in dialetto gli chiede “jè bbòne ssa carne”, con gli occhi pieni di lacrime risponde “ma lu pahese mè se fà angore le Farchie?”.
una tavola sulla Majella dove i briganti si fermavano per riposare. Non era una tavola imbandita a festa, ma una lastra di pietra dura, di pietra della Majella.
C’era una comunità pronta a combattere gli Invasori francesi, mentre il rumore degli zoccoli ciò che segnava l’avanzata stava causando paura tra gli abitanti del villaggio, come loro li sentirono avvicinarsi. Era una sera nel 1799, una di quelle notti in cui solo il il miracolo di un santo potrebbe salvare i borghi abruzzesi riparato lungo la valle del fiume Foro.
una masseria, luogo di sosta per pellegrini e transumanti. Tra questi il pastore Gennarino. Il suo arrivo era sempre anticipato da una nube di polvere. Si sentiva prima il rumore delle campanelle, poi il belato delle pecore. La moglie del mezzadro gli preparava un giaciglio riparato per la notte e l’indomani, per ringraziarla, il pastore lasciava sempre della lana, del latte o del formaggio. L’ultima volta lasciò anche la sua mantella, ancora oggi conservata qualora dovesse ripassare.
Maja, la più bella delle Pleiadi, venuta dalla Frigia per salvare il Gigante, suo figlio, ferito gravemente in battaglia ed inseguito dai nemici. Cercava l’erba miracolosa che nasce sulle pendici della montagna bianca, ma il gelo aveva essiccato ogni stelo, ogni fiore.
È un’antichissima tradizione, una millenaria narrazione, quella che anima le parole e i gesti del musicante, un artista girovago, un cantastorie, cui l’intera comunità, anticamente, affidava la millenaria memoria collettiva. Dagli aedi greci ai menestrelli medievali, dai trovatori provenzali al vero e proprio cantastorie abruzzese il passo è breve.
Un pittore del verismo abruzzese rimasto incantato dalla sensualità di una donna in fuga da bramosi sguardi di pastori indiscreti. Il suo volto, semicoperto da uno scialle color vinaccia, era illuminato da singolari orecchini lunari.
L’Aceto di Vino Bianco Zero Infinito di Pojer e Sandri è un aceto biologico, ottenuto dalla lenta acetificazione in botti di legno di vino bianco da uve Solaris, con metodo statico superficiale (circa 1-2 anni). È il primo aceto in assoluto prodotto in purezza, senza alcun intervento chimico in vigna, in cantina o in acetificio. Particolarmente indicato con verdure fresche e lessate, sui bolliti, per completare salse di vario genere.
ACETO DI VINO LEONARDO SPADONI, METODO LENTO A TRUCCIOLO, AFFINATO IN BARRIQUE. E' RARO VIN AGRO FORMATOSI DAL LENTO PERCOLARE DI VINI PREGIATI SU SARMENTI DI VITE IN GRANDI TINI, FINO A RAGGIUNGERE L'ACIDITA' PERFETTA DEL 7,45%. MATURA PER UN ANNO IN BOTTI DI LARICE ED INVECCHIANEL ROVERE ALLIE' DEL BARRIQUE. Ingredienti: vino, antiossidante E224. Acidità: 7,45%
l Rossovaldimonte La Palèrna nasce per raccontare il territorio attraverso uno stile moderno e accattivante. Le uve, selezionate con cura, vengono affinate per 12 mesi in barrique di rovere francese e italiano. Abbinamenti suggeriti: Il Rosso Valdimonte La Palèrna si distingue per la sua versatilità gastronomica. Grazie al suo profilo fresco, speziato e armonico, accompagna con naturalezza sia piatti quotidiani che preparazioni più strutturate. Temperatura di servizio: 16 – 18°C.
Per nulla banale e scontato. Ottimo nella beva da solo e in abbinamento.
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Molto concentrato con zuccheri residui elevati ma ben bilanciati dall’acidità ,un vino
da lunghissimo invecchiamento da servire a temperatura di 7-8°c.
Il Chianti Classico di San Giusto a Rentennano è un vino dallo stile energico e tradizionale. Lo spettro olfattivo spazia dalla frutta rossa matura alle spezie piccanti. Il sorso è agile, dinamico ed elegante. Viene affinato per almeno 10 mesi in botti di rovere
Prodotto da uve Merlot 100%, provenienti da zone dei nostri vigneti particolarmente adatte alle caratteristiche del vitigno, raccolte a mano a perfetta maturazione in epoca tardiva rispetto alle consuetudini locali. La fermentazione avviene in vasche di acciaio inox per circa 18 giorni ai quali segue la svinatura e la pigiatura. La fermentazione malolattica avviene spontaneamente come per tutti i nostri vini. Dopo una prima sfecciatura, il vino viene posto in barriques di rovere francese per 20-22 mesi. Una volta imbottigliato, affina ulteriori 6 mesi in vetro.
Il Percarlo è un vino rosso toscano robusto e strutturato a base di uve Sangiovese, maturato in barrique per 22 mesi. Ha un profilo aromatico ampio e molto intenso, con note di frutta rossa molto matura, spezie e macchia mediterranea in evidenza. Il sorso è potente, elegante e profondo, di lunghissima persistenza
Il Percarlo è un vino rosso toscano robusto e strutturato a base di uve Sangiovese, maturato in barrique per 22 mesi. Ha un profilo aromatico ampio e molto intenso, con note di frutta rossa molto matura, spezie e macchia mediterranea in evidenza. Il sorso è potente, elegante e profondo, di lunghissima persistenza
Il Chianti Classico di San Giusto a Rentennano è un vino dallo stile energico e tradizionale. Lo spettro olfattivo spazia dalla frutta rossa matura alle spezie piccanti. Il sorso è agile, dinamico ed elegante. Viene affinato per almeno 10 mesi in botti di rovere
